Neurostimolazione: i candidati migliori


I pazienti che sono i candidati migliori per le tecniche di neurostimolazione sono per lo più pazienti che hanno un dolore cronico. Un dolore acuto non viene di solito trattato con la neurostimolazione: quindi il criterio che utilizziamo è che il paziente deve avere un dolore che sia presente per almeno 6 mesi.

In più deve essere un dolore non guaribile con altre modalità terapeutiche: purtroppo ci sono delle condizioni che causano dolori che sono permanenti e che non sono guaribili.

Quindi:
– ci deve esser un dolore per almeno sei mesi;
– deve essere un dolore che non sia guaribile;
– deve essere un dolore sostanziale e non solo un “dolorino”, cioè deve essere un dolore che ha provocato cambiamenti nella stile di vita.

Una volta passati questi 3 criteri si guarda ad altri fattori tipo la stabilità psicologica del paziente. Se il paziente ha dei grossi problemi emotivi o psicologici non è un buon candidato per l’intervento.

Molto spesso, soprattutto negli USA, se il paziente ha di questi problemi, non è che sia ritenuto non candidabile per l’intervento, ma lo si manda da uno psicologo/psicoterapeuta per un periodo di tempo, in modo che vengano risolti, perlomeno in parte, questi problemi, e poi lo si riconsidera per l’intervento di neuromodulazione.

Negli USA le assicurazioni richiedono che tutti i malati che sono visti per un intervento di neurostimolazione devono avere una valutazione psicologica.

L’età non è un fattore discriminante: io ho impiantato una ragazza di 9 anni e ho impiantato gente di 85 anni. Nella mia esperienza l’età va tra i 10 e i 90 anni.

Condizione fisica del paziente: sono interventi in linea di massima non sono molto invasivi, quindi anche dei pazienti con problemi di salute possono essere candidati all’intervento.

Per quello che riguarda il tipo di patologie che vengono trattate più comunemente direi che statisticamente la fetta più grossa sono dolori alla schiena, primari o secondari ad altri interventi chirurgici.

Purtroppo sia negli Stati Uniti, e penso anche in Italia, direi che c’è la tendenza a fare troppi interventi chirurgici sulla colonna vertebrale anche quando gli esiti non sono certi.

Quando uno ha un mal di schiena da parecchio tempo, a meno che non ci sia una causa ovvia che possa venire corretta, di solito un intervento chirurgico sulla colonna lombare non ha una buona efficacia.

Queste sono situazioni dove in realtà la neurostimolazione potrebbe avere un ruolo maggiore, soprattutto perché la neurostimolazione, al contrario dell’intervento chirurgico sulla colonna, può essere provata in maniera temporanea, mentre ovviamente un intervento di fusione lombare un può essere fatto in modo reversibile.

La scelta della neurostimolazione non è mai una scelta irreversibile. Questo è uno dei vantaggi che la neurostimolazione ha rispetto agli interventi chirurgici.

Una seconda grossa fetta di pazienti sono quelli che hanno mal di testa, cefalee intrattabili: è una categoria molto vasta e la neurostimolazione è molto efficace.

Mentre per il dolore lombare la neurostimolazione può essere fatta con elettrodi piazzati o nella colonna vertebrale o sotto la pelle (tessuto sottocutaneo) per le cefalee gli elettrodi vengono messi a livello sottocutaneo, a livello occipitale o frontale e possono avere grossa efficacia.

Un’altra categoria di pazienti molto grossa sono pazienti che soffrono di algodistrofie riflesse. Queste persone per lo più di 20-50 anni, hanno un ottimo stato di salute, molto spesso sono attivi atleticamente, che si storcono una caviglia, si rompono un polso, cose che risultano poi in una sintomatologia doloroso incredibile.

Questi sono malati disperati, hanno un dolore urente 24 ore al giorno, molto spesso non riescono neanche a sfiorare la zona del dolore perché anche solo lo sfiorare la zona del dolore, o il vento o una goccia d’acqua causa dei dolori incredibili e quindi sono persone che soffrono enormemente e la neurostimolazione può avere un’efficacia altissima nel ridurre i dolori.

Vorrei precisare che la neurostimolazione non guarisce nessuno, la neurostimolazione controlla il dolore, ma non guarisce la causa del dolore.

La seconda cosa è che la neurostimolazione può ridurre il dolore in maniera sostanziale, ma non lo elimina mai al 100%.

Il malato che viene da me e si aspetta una riduzione del 100% è una aspettativa non realistica. Riuscire ad avere una riduzione del 70% è già un buon successo.