Testimonianza di Sebastiano Scarpa

Domanda: Quale patologia provocava il suo dolore cronico?

Risposta: Dolore cronico neuropatico

D: Questo dolore come condizionava la sua vita?

R: Al 100%, ero paralizzato a letto, come morto, da anni.

D: Come ha risolto il suo problema?

R: Io ho avuto 14 interventi alla schiena, stiamo parlando di una patologia spinale, a livello delle vertebre l5-s1, 14 interventi consecutivi, gli ultimi dei quali tramite un amico del Prof. Barolat, che si chiama Giancarlo Pinato (terapista del dolore di Venezia), che ha provato con un intervento più semplice, poi mi ha detto “no guarda, qui ci vuole lui, che ti farà un impianto intratecale (inseriscono “cose” all’interno del midollo spinale), e questa è stata la grande cosa di Giancarlo, mi ha inserito 24 elettrodi, a livello cervicale, all’interno del canale midollare, e per la prima volta al mondo, io sono il primo ad essere stato impiantato
al mondo con 2 peacemaker contemporaneamente. Io ho 2 peacemaker che comandano ciascuno 12 elettrodi nel collo, questo è un impianto che per capirci porta 2 metri di cavo dentro nella spina dorsale che va in giro e porta i segnali.
Pinato pioneristicamente in Italia ha fatto questi tipi di interventi di impianti di stimolazione midollare, però in Italia finora non era una metodica né seguita, né appoggiata a livello dello Stato diciamo. Loro ti sbattevano là sotto morfina, come facevano con me, ti lasciavano lì, a schiattare pieno di farmaci che peraltro non servivano assolutamente a niente.

D. Per quanti anni ha seguito terapie alternative prima degli interventi?

R: 6 o 7.

D: Quando è stato operato per la prima volta?
R: A livello di terapia del dolore o a livello di intervento chirurgico alla schiena?: Entrambe

R: Il mio calvario è cominciato nel 2001, mentre per la schiena a livello della terapia del dolore nel 2005-06, 14 interventi tra stabilizzazioni lombari, hanno dovuto salvare il salvabile a livello anche dal punto di vista ortopedico, con un altro medico, il bravissimo Prof. Bartolozzi di Verona, che è riuscito a stabilizzare la colonna, dopo di che, si è salvato quello che c’era da salvare a livello di nervi e si è cercato di togliere il dolore di questi nervi danneggiati, questo con Barolat e Pinato. Prima Pinato e poi Barolat definitivamente.

D: Quindi ha risolto i suoi problemi definitivamente?

R: Relativamente, io dovrei essere una pianta a letto, se lei vede una mia radiografia io ho un buco nella schiena, non dovrei camminare, io adesso sono qui in montagna che sto facendo le passeggiate con lo zaino sulle spalle, con il bambino dentro. E’ una cosa assolutamente incredibile, non posso fare altro che ringraziare i miei medici e se lei vuole fare un accenno, sono stato 2 o 3 anni sotto morfina, addirittura con la pompa di morfina, e questa non faceva assolutamente nulla.

D: Nell’immaginario collettivo un intervento spaventa sempre, se dovesse consigliare l’operazione a qualcuno cosa gli direbbe?

R: Che non c’è il benché minimo tipo di problema, in particolare con il prof. Barolat, non si tratta di un intervento così devastante o invasivo, se uno sa dove mettere le mani, per carità ti aprono la colonna vertebrale, non c’è nessun tipo di problema. Lo farei senz’altro anche perché alla lunga, io ormai ho una storia di 10 anni, le posso dire che i farmaci fanno molto molto più male che non fare un intervento una volta e dopo dimenticaterli. La qualità di vita non ha paragone, assolutamente. Ho 48 anni adesso, ero un ex sportivo a livello alto, perché correvo in primo gruppo sia di maratona che di sci di fondo, e sono cintura nera di Judo, cosa che mi ha provocato l’ernia del disco che poi ha fatto seguire tutto il resto di cose, e loro mi hanno rimesso in piedi, mentre mi ero ridotto una pianta con mia moglie e mia mamma che mi davano da mangiare a letto con delle cannucce perché non potevo neanche mettermi seduto a letto.